AMICO

FIORE

Narciso

Questa settimana parleremo del fiore votato alla sensualità per eccellenza.
Il nome Narciso deriva dal greco narkào “che stordisce”, in riferimento al profumo inebriante dei fiori.
Cresce allo stato naturale nei boschi, prati, luoghi ombrosi e freschi, fiorendo tra Aprile e Maggio.
Il mito di Narciso narra di un giovane bellissimo ma sprezzante ed arido, il quale disdegnava ogni invito che gli facevano le Ninfe.
È così che una di queste vendicò il suo amore negato con l’aiuto di Cupido.
Il dio mise nel cuore di Narciso un travolgente amore di se’ che lo spinse a specchiarsi nelle acque ammirando la propria immagine. La Ninfa però, non vista, soffiò increspando le acque del lago e Narciso, credendo che il suo amore fuggisse nelle profondità, si gettò per raggiungerlo, annegando. Il suo corpo riaffiorato dalle rive si trasformò in un fiore meraviglioso.
Gli Antichi Romani ritenevano che questo fiore crescesse nei Campi Elisi.
Per questo motivo usavano piantarlo accanto alle tombe dei loro cari defunti. Secondo invece le antiche popolazioni celtiche il profumo e la bellezza del Narciso prendeva valenze fortemente erotiche, incarnando l’opulenza e la fertilità femminile.
Infine nella nostra tradizione cristiana la bellezza carnale viene soverchiata da quella spirituale esprimendo il concetto di resurrezione Pasquale.
Un fiore fortemente simbolico, la cui bellezza e leggenda attraversa i secoli.
Tutta la malìa del Narciso si racchiude proprio nella sua doppia accezione di bellezza positiva, fiera e sicura di se’ e di bellezza maledetta, che stordisce, porta al delirio e fa precipitare il povero giovane nelle profondità dell’oblio.

Maria Rosaria Lopalco

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